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16 Agosto 2025Dicembre dell’ano 1964.Un giovane commissario di polizia,Scipione Macchiavelli, che dirigeva il commissariato romano di via Vittorio Veneto,viene trasferito con la massima urgenza dalla capitale a Noto, dove appunto giunge la vigilia di Natale. E qui subito si trova subito alle prese con un caso quanto mai delicato, e ben oltre complicato rispetto alle sue incombenze nella capitale, quando mai gli erano capitati casi complicati.Adesso,
appena arrivato
nella cittadina, si deve occupare della scomparsa di un notabile del posto, un direttore di banca.
Buon per lui che si trova affiancato da una ottima squadra di poliziotti. Fa via via conoscenza con la “crema” del paese, ma maggiormente lo colpisce una bellissima farmacista,Giulia Marineo, che lo attrae sin dal primo incontro e gli da qualche dritta, raccogliendo le confidenze della
piccola comunità e ascoltando quanto si dice in giro.
Con DELITTO DI BENVENUTO CRISTINA CASSAR SCALIA abbandona il personaggio del vice questore Vanina Guarrasi per un nuovo protagonista, Scipione Macchiavelli, che dalla “dolcevita” romana(Vi dirigeva il commissariato di polizia di Via Veneto) si vede trasferito su due piedi a Noto,in Sici-
lia.E qui, appena arrivato, deve affrontare un caso assai spinoso, certo mai capitatogli nella esperienza romana, ovvero la scomparsa di un notabile del luogo, che poi verrà ritrovato assassinato.
Pensiamo che anche gli appassionati di Vanina non se la prenderanno con la Cassar Scalia per aver dato vita a un nuovo personaggio,un giovane commissario di polizia “sbattuto” a Noto in Sicilia, alla viglia del Natale del 1964, e subito alle prese con la scomparsa di un direttore di
banca.
Ma al di là della trama gialla, del resto è ben nota l’abilità di scrittrice di genere della nostra autrice, quel che colpisce è la godibilità del racconto,imperniato sulla vita giornaliera di un piccolo centro,appunto Noto,negli anni ‘6O.Siamo nel periodo della feste natalizie quando
scompare un personaggio molto conosciuto e quindi il neo-arrivato commissario si trova subito proiettato al centro della cronaca.Ma in compenso
viene ad essere anche subito…coccolato dalla popolazione…tutta che lo prende, possiamo dire, in simpatia, come del resto i suoi colleghi del commissariato.
Una Sicilia, che in barba alle credenze,è molto fredda, il Nostro è costretto a vestirsi a strati e a combattere il freddo che particolarmente
avverte nella pensione dove abita, insomma una Sicilia lontana dagli stereotipi vacanzieri.
Tanti i peronaggi, dai colleghi del commissariato, che si ingegnano di fargli sentire meno la solitudine, visto che siamo anche nel periodo delle feste natalizie. Ma un ‘altra co-protagonista del romanzo è la città con i suoi pregi e difetti, le sue bellezze e i suoi tesori,le sue tradizioni
e i comportamenti dei suoi abitanti. IMportante è infatti la genuinità della vita di Noto,con molto uso del dialetto, che del resto è parte es-
senziale del linguaggio cittadino.
La storia si snoda come ogni giallo classico comanda, molto curati i personaggi, resi vivi e umani, sin dalle prime pagine.Al centro questo giovane poliziotto, spedito per punizione in Sicilia(il padre non gli rivolge più la parola), che riesce subito ad ambientarsi e a rendersi credibile ai
suoi uomini, era la cosa a cui teneva di più, e poi di conseguenza anche alla cittadinanza. Ma questa è una sensazione reciproca, certamente verranno fuori tante verità, tante chiacchiere,ma alla fine si arriverà alla soluzione del mistero, abbastanza imprevedibile, ma se vogliamo intonato alla realtà siciliana.Ricordiamoci che siamo negli anni Sessanta….
Sarà una escursione nella società siciliana del tempo, con le reciproche impressioni e confidenze tra il Macchiavelli e i suoi corrispondenti,
cittadini, colleghi, avversari, testimoni, e così cominceranno a comprendersi e adattarsi gli uni agli altri.
Macchiavelli è una bella scoperta, persona molto sensibile, teme ad esempio la vista dei cadaveri, ha sempre paura di sbagliare o di fare brutte
figure, ma è anche sempre più interessato al caso e alla sua soluzione, spinto anche dalla voglia dimostrare la sua capacità.Ma è anche simpatico
perché legato alle piccole cose,a cui da la giusta importanza, del resto sono cose che riguardano la vita di tutti i giorni, vedi il freddo che
patisce nella casa dove abita, che lo costringe a vestirsi a strati o a rifugiarsi nella stanza più calda dell’abitazione, con la televisione sempre accesa come pure la stufetta. E così, per inciso,ci scappa pure un bell’omaggio al Maigret televisivo dell’epoca,il buon Gino Cervi.
Un vasto affresco di una cittadina di provincia,con le indagini per trovare l’assassino, e questo porta a entrare sempre più nella vita della
comunità.Corruzione, usura, le tante facce del male, e spesso con la costatazione di verità spesso inaspettate.
UNa trama comunque che fotografa la società in cui viviamo, o in cui si viveva, e che quindi è molto aderente alla realtà quotidiana delloa cittadina.Il tutto in un coacervo di persone che fanno parte della società bene di Noto.
E c’è anche un accenno abbastanza continuo alla possibile relazione tra il giovane commissario e la bella farmacista.
Molto bella la città di Noto, un vero gioiello dell’arte barocca, del resto Cristinan Cassar Scalia si sente che ci ha messo tutta se stessa
in questa storia, già, non l’abbiamo ancora detto, l’autrice è originaria di Noto e quindi l’omaggio alla città natia è ancora p’iù sentit0.
GIUSEPPE PREVITI

