” L’ULTIMO OMICIDIO DELL’ANNO” DI SOPHIE HANNAH- UN NUOVO CASO PER HERCULE POIROT- MONDADORI -25.02.2026
25 Febbraio 2026” L’ARNICA DI BRUNO” DI LUCIA FOCARELLI BUGIANI- (EFFIGI)- 03-03-2026
3 Marzo 2026In una vecchia chiesa rupestre situata alla periferia di Bari viene trovato il cadavere di un uomo di mezza età , è vestito solo per la parte superiore,
sul corpo un serpente anch’esso morto.IL corpo è in posizione supina e sta proprio davanti all’abside.
Scattano subito le indagini, e l’ispettore Gerri Esposito, assente al momento del ritrovamento,quando rientra in servizio trova un ambiente molto agitato,
la salma non è stata ancora identificata, e si brancola nel buio.
Vengono intanto individuati, seguendo le tracce di cui il luogo del ritrovamento è cosparso in abbondanza,i vari…frequentatori dello stesso,un uomo
misterioso anche nella provenienza e quindi è impossibile dialogare con lui,sembra provenire da un altro mondo. E ancora una giovane coppia di studenti
poco collaborativi, una ragazza che ha perso un libro con i suoi disegni e dei versi in una lingua sconosciuta. Gerri ricorre allora all’aiuto di Angela la
mammana che lo metterà sulle tracce giuste.
Intanto Gerri avrà che fare con il suo passato di ragazzo sbandato, e questo finirà per scardinare quelle blindature che impedivano di tornare a galla
a certi brutti episodi.
Una nuova indagine per l’ispettore Gerri Esposito,si svolgerà tutto in pochi giorni , scanditi a capo di ogni capitolo del libro da precisi transiti astrologici che fanno da sfondo agli eventi che si susseguono e in cui passato e presente finiscono per sovrapporsi. Sembra un mondo che gira su se stesso,come del resto la vita dei nostri protagonisti, di cui si nota un rincorrersi di passioni e premure,da quando erano bambini a ora che sono adulti, anche perché non è che poi le cose sono cambiate molto.
CON FORSE E’COSI CHE SI DIVENTA UOMINI GIORGIA LEPORE si è aggiudicato il Premio Scerbanenco 2025, insieme a Davide Longo, e questo è già un attestato referenziale più che notevole.
IL libro ha un inizio singolare , la scena si svolge in una chiesa rupestre che come vedremo, è nello stesso tempo luogo di preghiera,luogo di ricovero,
luogo di pace e distacco dai mali del mondo. Così una coppia di fidanzati che lo preferiscono alla scuola, una bambina room che preferisce la solitudine
al continuo stress che le procura la scuola.Qui lei puo’leggere e c0nservare la sua pace. C’è chi lo preferisce perchè li va a peccare ma poi rivolge lo
sguardo al Cristo dell’abside chiedendo il perdono per quello che fa ed è convinto di riceverlo. IL tutto osservato da un tale che solo li trova il coraggio di esprimersi e di sentirsi vivo…
GIORGIA LEPORE ci riporta al suo personaggio, Gerri Esposito, un ispett0re di polizia.che qui si trova a fare i conti con il suo passato e si ritrova a
convivere con un carico di dolori, di esperienze, di debolezze,di vecchie ferite,e ancora adesso si sente di immedesimarsi con questi ragazzi di oggi che gli sembrano altrettanto bisognosi di quelli di ieri.Lo stesso Gerri ha ritrovato la pace creando una serie di compartimenti stagno che impediscono o at-
tenuano il dolore, come se tutto fosse stato rimosso.E lo stesso vale per le persone che ti circondano,occorre dare loro sollievo e conforto, e così ora è lui, forte anche delle esperienze del suo passato,a cercare di dare consigli e aiuti agli altri, specie a questi ragazzi coinvolti in una brutta storia,
pur rispettando il loro bisogno di sentirvi vivi.
La nostra autrice riesce quindi a creare attorno a Gerri una comunanza che lo aiuta come se si appartenesse tutti alla stessa famiglia.Il suo superiore lo considera come un figlio,lo stesso questore lo apprezza al di la dei metodi che non sempre condivide, come anche Maddalena ,la sua pm preferita.
Un romanzo che cerca non di accettare o giustificare il male, ma che vuole tenere conto di quello che può accadere in una determinata cerchia di persone, spesso poco più che bambini, o anche degli emarginati,i più deboli in generale. E puo’succedere che venga commesso un delitto pur non volendolo, e allora va data una chance a chi ha sbagliato e recuperato alla vita.
Il bello di questa storia è di raccontare un insieme di tante cose, l’azione, l’amore,l’amicizia,la voglia di essere utili agli altri. Questo partendo da§
una storia di ragazzini che devono essere sostenuti anche quando hanno sbagliato, ma anche per rendere, in presenza di istituzioni troppo pavide ,possibile che essi siano salvati.
Nel caso del cadavere trovato all’interno della chiesetta tutti tendono a nascondere il nome della vittima, un prete pedofilo, e questo complica le cose
perchè tutti vogliono chiudere il caso senza tenere conto di quanto veramente accaduto, solo l’ispettore si batte perché questo non avvenga.
Importante è l’affermazione del concetto dell’amicizia tra i protagonisti, un sentimento che parte da lontano è quello che lega Gerri,Tano e Giggi che si sono conosciuti nel collegio che li ha ospitati sin da piccoli e dove hanno passato l’infanzia. E grazie a loro si capirò molto del passat0 dell’ispettore
e del suo modo di approcciarsi agli altri.
E l’autrice sembra voler dire che non bisogna mai fidarsi delle apparenze, lo stesso suo protagonista dovrà riflettere a lungo sul significato di giustizia e anche aprirsi di più alla vita.Vedi Sara, chissa?
Alla prossima…
GIUSEPPE PREVITI

