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1 Giugno 2026“OCCHI SCURI CHE LUNGAMENTE MI GUARDANO PASSANDO” DI STEFANO SALMORIA-EFFIGI- 08-06-2026
9 Giugno 2026Tutto vorrebbe essere imprecisato, l’anno, la città dove avvengono questi avvenimenti, anche se poi il titolo del libro è sin troppo esplicativo….
In un anno in cui una squadra di calcio sta volando verson inaspettati successi, una escort di lusso,Amina, viene trovata uccisa in una camera di
albergo e da questo ne deriverà un grosso scandalo.
Quando “Colonnello” da il via alle indagini tutto sembra molto ambiguo,molto oscuro, e la verità si capirà presto che non è gradita…
Un sospettato di comodo, una inchiesta che tutti vogliono sia chiusa alla svelta, ma il colonnello no, ha dei dubbi, c’è un ‘ombra nelle immagini che
riprendono il luogo del delitto, …” a chi appartiene ?” si chiede Colonnello,ma principalmente qualcosa non soddisfa il suo senso di giustizia.
Ed ecco che prepotentemente sale alla ribalta l’idolo della città, il caqmpione che sta portando la squadra della città verso un ipotetico scudetto….
La verità a chi interessa ? E comunque se ne potrebbde fare anche a meno ? Questo è l’assunto del romanzo di STEFANO PRIZIO GIALLO VIOLA, dove il giallo è la scusa per narrare una brutta storia, fatta di potenti, di segreti e verità da nascondere, e il giallo è appunto il mezzo di cui STEFANO Prizio si serve
per costruire un racconto complesso, dove addirittura si fondono due “generi”, il racconto, e Sprizio ricorre anche a un artificio particolare, quello di indicare alcuni dei protagonisti con una denominazione che fa capo alla professione, il Colonnello, il Giornalista, e alcune sul “Comitato Censore” che sembrava, con più voci, sovrintendere o almeno indirizzare tutto quello che fa parte dell’opera del colonnello, che al mestiere di dover arrestare i colpevoli puo anche vedersi chiamato a un comportamento più aperto e più possibilista dei vari casi in cui si è occupato per la sua professione.
Dunque, una prostituta uccisa, una giovanissima tunisina, Amina, fuggita dai suoi luoghi per finire nei ranghi della prostituzione e poi in questa tragica
maniera.Un caso già risolto in partenza, un colpevole ideale, un barista di un noto lolale del centro cittadino.una prostituta la vittima, già, ma al colonnello sembra tutto troppo scontato.
Stefano Prizio si cimentava per la prima volta con un giallo, forse per quest0 ha preferito non dare riferimenti troppo precisi, lasciando una certa libertà all’immaginazione, anche se la città….viola è da tempo al centro del mondo del footbsll.
Due almeno i personaggi base per ogni storia che si rispetti,il colonnello che indaga sul delitto,ma anche il giornalista sportivo, oltre che suo amico e
confidente.E poi mettiamoci anche il grande Giocatore, a cui, secondo alcuni, tutto è dovuto, o almeno per tanti è così.
Il libro di PRIZIO è una feroce disamina sul mondo del calcio che va ben oltre le tifoserie, con dirigenti, manager,finanziatori, tesi solo a produrre guadagni,ricorrere a poteri forti,e a società di ogni dove il cui maggiore scopo spesso è lucrare guadagno o riciclare denaro. Spesso si devono appoggiare
a personaggi anch’essi senza scrupoli, italiani o stranieri che siano, con appoggi politici o di forze economiche assai potenti, e quindi ,tornando al libr0, personaggi come il colonnello o il giornalista appartengono a chi combatte battaglie perse in partenza.
Bello il titolo e i colori che rappresentano, da una parte una letteratura di denuncia, il “giallo”, ormai di grande valenza nel nostro panorama letterario,dall’altra il “viola”, il colore sociale di una squadra di calcio che rappresenta una società tra le più amate nel mond0 del calcio.
Con “GIALLO VIOLA”!Prizio, valente critico e giornalista sportivo, arriva così a dearci con il suo primo noir una visione di un mond0 che non può certo
essere esente da critiche.Si apprezza anche una scdrittura tesa e cionciss, tipica del giornalista, abituato a sintetizzare i concetti e a fare subito centro sul lettore.
Particolarmente significativi i ritratti dei giovani che si approcciano al calcio, riempiti di soldi ma senza preoccuparsi minimamente di quale sarà il loro ruolo nella vita normale.
Il finale di questo libro è certamente poco consolatorio nei risultati, ma non ci dobbiamo arrendere, finchè se ne scrive e se ne parla la speranza non
viene meno.
GIUSE

