” LA FAMIGLIA (Traffici di guerra e passioni)”-di ENIO VENTURI- EDIZIONI HELICON- 10.11.2025
10 Novembre 2025” HO UCCISO UN UOMO IN UN REALITY” di ALESSANDRO BINI STEFANO MORETTI- ED.NORIPIOS- 15.11.2O25
15 Novembre 2025Su Roma, vigilia di Natale, incombe una grande nevicata. L’ex-giornalista Marco Paraldi nella sua vineria a Campo dei Fiori viene cercato
da un vecchio amico,Nazareno Balani, antico capo tipografo al giornale per cui lavoravano, che lo informa, molto accorato e preoccupato,
che il figlio Max, autista di un politico assai discusso, è scomparso da vari giorni, e i carabinieri, a cui ha fatto la denuncia, non gli
danno molte speranze di ritrovarlo. Allora lui ha deciso di chiedere aiuto all’amico Marco, che così ha l’occasione di tornare a fare il cronista, e anzi stavolta e anche l’amica del cuore, Chicca, la bellissima principessa ,innamorata di lui Marco, Marco,, nonostnte i venti anni di età che li dividono , lo aiuta nelle indagini, in una Roma ricca di ministri e di politici corrotti, di cardinali gaudenti, di carabinieri non sempre dai comportamenti appropriati,di spietati faccendieri, di clochard che sono i….migliori del gruppo.§
Una Roma corrotta e pericolosa, cinica e cialtrona, bella quanto sporca, dove il bene e il male sembrano non avere confini- In questo nuovo romanzo di FABRIZIO RONCONE, “IL POTERE DIN UCCIDERE”viene messo in evbidenza lo squallore e il degrado del mondo politico con una critica spietata e senza sconti! L’autore presenta senza indulgenza questo mondo che conosce bene per il suo mestiere di giornalista, con dialoghi vivi e graffianti,oltre tutto molto realistici e efficaci nell’evidenziare la pochezza umana di tanti dei protagonisti del libro.
Molta ipocrisia, nessun senso della morale, un degrado umano che quasi fa rendere più simpatici addirittura i ….gabbiani che gozzovigliano per le strade della capitale.
Un interloquire sempre diretto e assai forte,una ideologia politica che non vale assolutamente più nulla, loschi traffici che servono a tenere in vita partiti e onorevoli,che si vendono al miglior offerente. Un esempio di ciò è nel personaggio, azzeccatissimo in quanto tale,dell’onorevole Pignataro, un uomo senza alcuna inibizione morale, pronto a qualsiasi compronmesso, pur si soddisfare le sue voglie§
personale di sessuomane e cocainomane, già, questo passa il convento.E poi ci si meraviglia che la gente non va a votare!
FABRIZIO RONCONE ha il dono din una penna molto fluida e scorrevole, che ti invita a essere letta ma nel contempo arriva anche a colpire senza remore.E tutto questo resta più impresso nella mente del lettore.Si canta quindi il trionfo di una nuova classe senza scrupoli e capace solo di arraffare.
In prima linea l’ex-giornalista, ora vinaio, Marco Paraldi, cui si rivolge per debito di amicizia un vecchio operaio del giornale in cui lavoravano,che improvvisamente non ha più avuto notizie del figlio, Max, che vedi caso ,era l’autista dell’onorevole Pignataro. Paraldi
non sa dirgli di no, e torna ai tempi in cui faceva il cronista di nera, cominciando a indagare sui protagonisti del fatto, a cominciare dal datore di lavoro del giovane, come già dett0, tanto rampante quanto discusso e senza scrupoli.
Paraldi è un personaggio positivo, non ce ne sono molti in verità in questa storia. Non fa più il giornalista, fa un altro mestiere, ma
evidentemente appartiene a un ceppo umano diverso, che rimpiange i tempi passati, quando c’era un grande rispetto reciproco, e quindi lui
non sa dire di no a una richiesta din aiuto. Tipo ruvido, ma è anche un “elegante”per natura, sia che faccia l’oste o l’esperto di vini e
aperitivi, sia che torni a fare il cronista , ma principalmente in lui si palesa l’uomo che crede nella verità e nella giustizia. Accanto a lui Chicca, un po’viziatella, ma la maestria di RONCONE è nel farla figurare in un ruolo a mezza via tra la simpatia e l’antipatia, e anche questa è una dote, non dobbiamo essere perfetti per forza….
E poi gli amici, o vecchi o nuovi,comunque non fa sconti neppure parlando degli investigatori, carabinieri nel nostro caso, con un capitano giovane e deciso come i suoi uomini nel cercare la verità sulla scomparsa di Max, ma devono scontrarsi con le alte gerarchie su cui il potere politico tutto puo'(speriamo solo nella fiction romanzesca…).
RONCONE si conferma un ottimo creatore di personaggi e di caratteri,ed ecco i due barboni, il Carducci e il De Gregori, due persone che sono talmente vive, da sembrare proprio qualcuno dei tanti che vediamo per le strade…
Roma simbolo di decadenza,, qui è tratteggiata per arrivare anche a colpire i difetti e i mali di questa Italietta dove funziona ben poco,dalla politica alla vita giornaliera.Una Roma che quindi fa rabbrividire, e Roncone vi aggiunge anche il disagio caratteriale. E al
grave disagio che grava sulla città sembra che anche la natura si ribelli…
Roncone va ascoltato in questa sorta di parabola molto amara sui traumi di questa società, che del resto già recita sul Corriere dove scrive( forse teme di non essere letto a sufficienza vista la crisi della carta stampata)e ecco rammentare il tutto ricorrendo alla forma del romanzo, mettendo a confronto i pochi onesti e i tanti che non lo sono,e purtroppo questa è un’ altra amara constatazione. Ed è bene
ribadire l’importanza di quella che un tempo era definitavamente “letteratura di genere”,ma che ha sempre avuto in questi anni il pregio di aver sempre raccontato in questi anni la verità. Lunga vita al giallo !
GIUSEPPE PREVITI
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