” VERO-IL ROMANZO DI MARCO AURELIO L’IMPERATORE FILOSOFO”- DI FRANCO FORTE- MONDADORI-25.03.2026
25 Marzo 2026NEL SEGNO DI KAFKA” di ALESSANDRO BRUNI-FRILLI CRIME-02-04-26
2 Aprile 2026In un canale della laguna di Venezia l’amo di un pescatore sin impiglia in un tappeto, tenuto sul fondo da un sacco di sabbia, che fa scoprire il cadavere di un noto capitano d’industria, un settantenne ucciso con un colpo di pistola.
Si occupa del caso l’ispettrice Mirna Pagani della squadra omicidi di Venezia, che ha sempre ritenuto la laguna un luogo assai adatto per uccidere. Molto estesa, piena di isole e isolette,attracchi, barene e quasi protetta da una sorta di bruma permanente.
L’ispettrice e l’agente Angeli che la coadiuva scopriranno ben presto il luogo del delitto, una bella residenza di proprietà della vittima,Leone Bartoni,pre-sidente di una rinomatissima azienda del Nord-Est.Ma, giunti sul posto, vedranno che le eventuali tracce sono pressochè scomparse, perché la governante e il
giardiniere hanno pulito accuratamente tutto il terreno antistante la villa dopo una festa. Manca comunque anche una cassaforte, ammesso che vi fosse, e manca sicuramente una scatola di preziosi sigari, che venivano usati dalla vittima.
Pur…guardati a vista dal magistrato che si occupa del caso e dagli alti gradi della questura, vista la notorietà della vittima,la Pagani, un tipo tutt’altro che facile, e il fido e….”calmante”Angeli, si rendono che il delitto non può essere maturato o tra i vertici dell’azienda o all’interno della famiglia dello scomparso.
Così via via conosciamo la moglie del Presidente, una ex-soubrette, che ha fondato con i soldi del marito un’attività industriale in proprio e che non si perita di tradirlo;la figliastra Lucrezia, che lui ha adottato, una radical-chic che non sopporta il patrigno; e poi i vari componenti la dirigenza che avevano vari punti di divergenza con il Capo.
SERENA CAPPELLOZZA al suo esordio in Sellerio , merita un ampio elogio per aver costruito un giallo classico, abbastanza ironico, di vecchio stile, ricco
come è di eventi e di colpi di scena.
Molto curati i personaggi, a cominciare da Mara, l’ispettrice, moglie separata, con un figlio che le crea vari problemi a scuola, una vita privata abbastanza piatta dopo la relazione fallita con un collega, un ex marit0 che non è mai stato una presenza che conta, una madre che lei chiama la Mantide,
perché sempre a caccia di uomini anziani e ricchi,ma con scarsi…risultati. Insomma una vita come tante, ma con il dono di apparire subito simpatica al lettore.
E poi c’è il fido compagno di lavoro, l’agente Angeli, gay, con un fidanzato e una intensa vita sociale,e che vuole un gran bene alla sua superiora,di cui
cerca din limitare certe asprezze del carattere.
IL VALORE DELLE COSE segna quindi l’arrivo di una nuova poliziotta, “ispettrice” come vuole essere chiamata la Pagani, che colpisce di primo acchito alle
prese, come dett0, con una vita familiare, complicata a dir poco, ma che si rivela una detective implacabile pur tra dubbi e levate d’ingegno, non sempre gradite dai superiori, ma sempre sorretta da una grande voglia di verità.
E dire che l’indagine seguita al ritrovamento del cadavere di un famoso industriale, richiede massima attenzione secondo gli alti vertici investigativi cittadini. Una volta trovata la villa dove viveva e presumibilmente vi era stata uccisa la vittima, si era scoperto che una solerte governante in vena di grandi pulizie e un giardiniere, di solito poco solerte, ma non in quest0 caso, avevano pressoché cancellato ogni traccia del delitto, e così i nostri investigatori devono arrangiarsi con il poco che appare.
Ma la nostra Mina Pagani, investigatrice new-entry, non è il tipo che si arrende, e insieme al fido Angeli, si da da fare per scoprire chi ha ucciso l’anziano industriale, a cui i granchi azzurri che infestano la laguna hanno mangiato gli occhi.Certi indizi fanno capire in primis chi è l’ucciso,un uomo dalle grandi ricchezze, e questo colpisce la nostra ispettrice, molto sensibile al valore delle cose che fanno parte della sua vita. Per questo lei annota sempre su una agendina il valore commerciale degli oggetti o delle cose che fanno parte della sua giornata.Del resto la nostra è ormai una società che da un prezzo a tutto e qua la nostra protagonista ha il vezzo o il vizio di annotare qualsiasi cosa la colpisca annotandone il prezzo relativo.
Certamente tale valore varia a seconda l’importanza cui ognuno dà alle cose,dall’amore al prestigio,dalla sicurezza all’arte, dalla dignità alla mancanza di scrupoli.E proprio in questa mancanza di valori va trovato il ruolo e il posto occupato dall’assassino.
Un romanzo comunque con una sua carica di ironia,con la nostra protagonista, tenace assertrice dei ruoli che la vita ti assegna,,che essendo donna,vuole essere chiamata ispettrice !
Molti in personaggi che costellano lo svilupparsi della trama, spicca certamente la madre di Mina, una donna che…divora gli uomini,o anche l’agente Angeli, assertore del pensiero positivo, e che vediamo come una sorta di Grillo Parlante…
La nostra autrice è assai brava nel tenere sulla corda tanti personaggi, che si muovono in molti ambienti diversi, con una Venezia non da cartoon, ma viva
e pulsante.Una Venezia abbastanza originale dove si muovono ricchi e poveri, con ristoranti stellari e mescite popolari, con tanta gente che deve arrangiarsi per sbarcare il lunario, e figurarsi se deve affrontare una spesa straordinaria….
Un giallo di valore, a volte anche divertente, molto preciso e determinato nelle conclusioni, appunto ai paradisi artificiali è bene anteporre il valore
delle cose….
GIUSEPPE PREVITI

