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2 Giugno 2026Siamo nel maggio del 1978, conosciamo Matteo e Zoe, coppia di liceali, i migliori in prospettiva, tutti si aspettano molto da loro, grandi ideali in comune, e adesso appoggiano convinti la contestazione studentesca.
Non mancano in verità motivi particolari per non essere felici, belli, bravi, si piacciono, semplicemente devono decidere cosa fare della loro relazione.Maun certo giorno qualcosa cambia, lo loro scuola, un liceo scientifico di Bologna, sta per essere occupata dai collettivi di sinistra,quando l’onorevole Aldo Moro viene rapito dalle Brigate Rosse, e successivamente ucciso, con il corpo fatto ritrovare a Roma.
Tutto questo nella vita del nostro liceo porterà a una sorta di resa dei conti all’interno della comunità, e oltre tutto, un tragico evento avvenuto all’interno della scuola, finirà per sconvolgere la vita dei protagonisti.
Un romanzo sull’Italia degli “Anni di piombo”, uno scontro che finisce per mettere di fronte una generazione che vuole crescere a quella che pratica invecel’eversione armata, e così è nata questa storia, “L’OCCUPAZIONE” di ALESSANDRO BERSELLI.
Un romanzo sul passare dall’adolescenza al diventare adulti con tutte le conseguenze e le difficoltà del caso., in un’Italia alle prese con uno dei suoi
momenti più difficili. Una bella storia proprio perché considera vari momenti ed eventi del nostro passato, con i personaggi che l’hanno animata e perché ci fa entrare all’interno di una comunità a mezza strada tra il sogno e la speranza e il disastro più profondo.
Ne L’OCCUPAZIONE BERSELLI crea una serie di personaggi di cui ci mostra sogni, progetti,speranze. riflessioni, ma anche il cattivo adattamento alla società
in cui vivono.
Siamo a tempi del caso Moro, quando anche dei ragazzi belli, simpatici,innamorati, finiscono per essere travolti dalle tensioni di un’Italia alle prese con gli sviluppi sempre più venefici del caso Moro.
Se l’occupazione di un liceo deve segnare l’inizio di un momento di partecipazione collettiva, poi si trasforma in un qualcosa dove si palesano paure,rivalità, incapacità ad affrontare cose più grandi di loro. Berselli ci introduce nel clima malsano degli anni di piombo, dove la contesa era fra la voglia di un riscatto generale e la perdita sempre più inevitabile delle illusioni.
Certamente i nostri protagonisti sono troppo giovani o non ancora maturi per affrontare una rivoluzione del genere, Matteo non è l’eroe che può risolvere
i problemi del mondo, è ancora troppo fragile e immaturo per affrontare la tempesta che si avvicina, con Zoe c’è un rapporto di attrazione reciproca e una
voglia di amarsi, ma la forza distruttiva dei grandi fatti della storia è più forte delle loro volontà o dei loro sogni.
Il libro è interessante anche per i vari riferimenti a tutto quanto ha riguardato la formazione “culturale” e generazionale di quell’epoca, dalle letture alla musica ai concerti, ma poi la generazione che cresce si troverà difronte le violenze di chi invece predica il gi0co violento delle armi, e non per§
tutti l’impatto sarà il medesimo.
Una storia che quindi ci racconta una esperienza di vita e di crescita, i nostri protagonisti, Matteo e Zoe, hanno 18 e 17 anni,questo non va dimenticato,ci sono tutte le difficoltà, e perché no ?, le cose belle di quell’età, le risate, gli ideali, i sogni, le attese, i primi amori,che poi andranno a scontrarsi con i tragici momenti vissuti dall’Italia degli anni ’70, culminati con il tragico destino di Aldo Moro.
ALESSANDRO BERSELLI si è sempre occupato delle zone più fragili della natura umana, e in questo libro ha preso come base le contestazioni studentesche,
le tensioni ideologiche, ma anche il desiderio di cambiamento dei giovani, di cui offre del resto un ritratto variegato.Matteo, il protagonista, ne è
un esempio, farà una grossa storia per un voto bassino ma sorvolerà su ben altro,poi ci sono i “politicizzati”, i “professionisti” delle…occupazioni
delle scuole,il “lasciar fare” dei genitori, che con il senno del poi non siamo sicuri cha sia stata la medicina migliore, visti i risultati.
E certamente è di rilievo il personaggio del poliziotto, in linea con i tempi, non un “intO ccabile eroe”da libro giallo,ma un uomo pieno di dubbi e remore lui stesso!
Da ricordare anche la scrittura , diretta allo scopo di lasciare spazio ai personaggi e ai fatti.Un romanzo che si fa apprezzare perché è una presa di
coscienza di una realtà degli anni’7o, con tante conseguenze su gli anni a venire.
GIUSEPPE PREVITI

