” L’INCERTEZZA DEL DOMANI” DI GIAN ANDREA CERONE-GUANDA 27.06.2026
27 Giugno 2026Ucciso in maniera feroce Titti Sbrana, un 92nne ben conosciuto nel mondo dell’arte, come pittore e collezionista, ma princialmente per la sua vita dissoluta.
Ma quel che colpisce è che sia stato ammazzato quando aveva annunciato con molta risonanza che aveva prenotato il suicidio assistito per il mese successivo.
Conduce le indagini il commissario Gualtiero Bova, noto più come il Pinguino, un tipo difficile da gestire, sempre a mezza strada tra una grande intuizione
e una vita scombinata.Accanto a lui un gruppo di poliziotti…double-face e la co-protagonista Gilda-Gildina, una bassotta attaccatissima al commissario. Le indagini sulla vita dell’artista portano alla scoperta di opere “macabre”poco conosciute.
Mentre prosegue la caccia all’assassino, Bova rimane molto colpito dalla notizia che Ava, la donna che lui ama, in clinica perché in coma da otto anni, è in cinta !Anche questo farà parte dell’indagine, ancora più pesante e crudele per il nostro poliziotto.
,Una nuova storia per il goffo e alquanto…avvinazzato, commissario Bova, in arte Il Pinguino.una storia piena di colpi di scena, in cui la differenza tra colpa e destino sembra sempre più sfumata.ù
” LA MANINCONIA DEL TARTUFO di ORSO TOSCO ci riporta a occuparci di una delle voci più sorprendenti e originali del nostro noir. Questa volta il nostro commissario si deve occupare di anime umane assai fragili, e quindi l’indagine dovrà concentrarsi sulle insufficienze dell’animo umano. Si parlerà di pensieri, azioni,riflessioni,dolori, speranze, ma anche di delitti, malaffari,cattive compagnie.
Viene assassinato un anziano pittore con molta ferocia, 39 le coltellate inflitte alla vittima, che viene trovata in piscina a faccia in giù. Ci si domanda
,oltretutto, perché sia stata ucciso , dato che dopo un mese aveva fatto sapere che avrebbe usufruito del suicidio assistito.
Sbrana era un uomo molto conosciuto, anche per i suoi tanti vizi.
Il commissario è fondamentalmente un istintivo,certamente ha il genio dell’investigatore,e lo dimostrerà anche in questa vicenda abbastanza particolare,
tanto più che a turbarlo ulteriormente arriverà la notizia che la donna a cui ha dedicato tutto il suo amore e che da otto anni è ricoverata in coma in ua
clinica privata, è in cinta.Lui in tutti questi anni non l’ha mai abbandonata, è sempre andato a trovarla, e ora riceve questa ulteriore mazzata, ma
ovviamente l’aiuterà anche quella squadra un po’scombinata che dirige,forse più efficace di quel che sembra.
Il pregio di questo giallo. come del resto dei precedenti di Tosco,è che sa interessarci con tutta questa rissa di caratteri, e , nonostante i fatti tragici che danno vita alla vicenda, il tutto viene narrato in maniera spesso anche divertente, il che conferisce un ritmo leggero alla lettura, ma non a scapito della tensione del racconto. E in questo un ruolo importante lo recita la bassotta del commissario, Gilda Gildina, veramente essenziale nel racconto con i suoi intermezzi con il commissario stesso, con piacevoli stacchi dalla necessaria suspense del racconto, e con toni anche, e perchè no,
di poesia nel loro rapporto.
Personaggio base del racconto questo Titti Sbrana, un 92enne che farà una brutta fine, ma che resterà sempre una figura centrale , con i vari collegamenti tra la sua vita e le sue opere. Ciò porta infatti a una serie di enigmi, pensieri, fasi di vita, una vita certo geniale, ma anche molto composita e trasversale, si da rendere difficile la classificazione del personaggio.,
E il commissario, alle prese con un mondo di opportunisti e di finti amici, ma anche di fatti spesso sconvolgenti, come la scoperta di opere addirittura
macabre dello Sbrana, dovrà rivedere molto dei suoi giudizi e fare attenzione a c0me muoversi,
ORSO TOSCO si conferma scrittore originale, molto piacevole nella stesura della trama,efficaci i dialoghi, abile nel toccare vari registri e narrativi e
dell’animo umano, dalla malinconia alla tenerezza.
Nel titolo del romanzo si celebra il….Tartufo,conferendogli quasi natura umana. Già il tartufo, vive sotto terra nel buio ma sembra che abbia le aspettative di chi vuole superare questo stato di esclusione e conoscere cosa lo attende fuori, e non restare un “non realizzato”. Il nostro prezioso
fungo sotterraneo vive nella piena oscurità e quindi la sua vita è adattata all’ombra, al buio. Nello stesso modo i personaggi di questo libro devono
sempre tener conto del loro vivere in una sorta di zona di ombre. e poi pensare a una qualche possibilità di rinascita.
Tornando al nostro principale personaggio, il Pinguino,dalla muta che porta per i suoi bagni all’aria aperta,nell’entroterra ligure-piemontese, dove è stato spedito in esilio dall’amata Liguria, ma lui non si è mai scomposto, i bagni faceva e i bagni continua a fare, un buon poliziotto era e tale è
rimasto,con le donne il rapporto resta sempre controverso, ma anche qui il personaggio ha una sua logica, che il lettore alla fine apprezza. Non si vergogna di…bere,e qui, scusate la divagazione,ci porta a ricordare i tanti e anche grandi e grandissimi detectives dell’hard boiled di origine americana,tutti grandissimi bevitori. La mancavano i…. tartufi,ma certo non le ispirazioni. E d’altra parte la fuga ,,,nell’alcol era sempre tenuta
sotto controllo, e poi era il mezzo con cui l’autore arrivava a creare due indagini, quella criminale di grande effetto, ma anche quella alternativa, e non
meno importante,sulla fragilità umana.
LA MALINCONIA DEL TARTUFO è una storia ricca di tanti personaggi, molti sicuramente resteranno impressi nel lettore. Ora sembra quasi imboccata una strada
che porta più all’ironia, d’altra parte abbiamo pescato addorittura sottoterra.Il romanzo sa essere ancora più coinvolgente e per intensità e per scrittura,il che apporta ancora più valore a quello che è già di per sè un bel giallo.
GIUSEPPE PREVITI

