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5 Aprile 2026” LA PROSSIMA NOTTE” DI GIOVANNI AGNOLONI-TRANSEUROPA EDIZIONI- 22.04.2026
22 Aprile 2026Tuva Colmar professoressa italiano, vive una vita difficile. Aveva un fratello che si è suicidato,un lavoro di insegnante che adorava e un cane lasciatole in eredità dal padre che le aveva lasciato anche un nome altrettanto singolare.
Ora non le è rimasto più niente, vive sola,ha anche qualche difficoltà nell’esprimersi, per cui adesso lavora nella biblioteca dell’istituto.
Ma lei si salva con la sua personale ironia che le ha lasciato sempre una grande voglia di vivere, con una sensibilità tanto profonda che la porta a saper
leggere nelle vite degli altri. E così quando un feroce delitto, vittima una giovane liceale,sconvolge il mondo della scuola, sarà lei che riuscirà a risolvere il mistero.
La chiave del giallo è stata scelta da ELENA CAMPANI per raccontare una storia che penetra nella vita di tutti i giorni, parlando agli animi di adulti e ragazzi, di scuola e libri,di impegno nel comunicarne le varie cose anche tramite un ricorso alla “parola”, già un romanzo tra l’altro molto “dialogato”.
Ed ecco la prima indagine di una professoressa dai tanti problemi, Tuva Colmar, ma anche da una umanità e un fiuto eccezionali. A questo appunto arrivano la prof., i suoi colleghi, gli allievi attraverso sì i dialoghi diretti ma anche tramite le chat di class, questo strumento modernissimo, pur rivelatosi
non sempre “innocente”ricco com’è di paure, colpe,inganni,menzogne, però c’è anche molta volontà di ribellarsi alle nostre disfunzioni…
L’ASSASSINO STA SCRIVENDO di ELENA CAMPANI, al suo romamzo d’esordio, è ambientato a Pisa, appunto in un liceo, con una preziosa biblioteca dove ha certo posto il suo…regno. Una singolare figura di donna, già insegnante in classe, ma adesso dopo tante vicende del suo passato svolge appunto al ruolo di bibliotecaria. Ecco Tuva Colmar, un nome singolare, con cui il padre volle solennizzare una lontana steppa asiatica- Un passato di insegnante di grande
spessore, poi una serie di eventi traumatizzanti che le hanno lasciato grosse difficoltà nel linguaggio. Eccola bibliotecaria, quando appunto viene scoperta una ragazza uccisa, e sarà lei a cogliere il legame tra il reale e l’immaginario, tra il libro e il comunicare.§
L’autrice ha scelto come ideale palcoscenico di questo fatto la sua città Pisa, dove appunto in un prestigioso liceo c’è una biblioteca di grande lustro.Viste le sue esperienze specifiche nel campo l’autrice ci offre una visione molto aggiornata di una scuola di oggi.Intanto colpisce l’aver immaginato una biblioteca come una voce di misteri e sottintesi, anche facendo riferimenti a personaggi molto famosi, in un riuscito mixage tra passato e presente, tra realtà e fantasia.E chi meglio di Tulva, la donna della…steppa, in questo ambiente, sempre sospeso tra lo scorrere del presente e l’ombra del passato.E quindi anche adatta, lei che decifra i misteri leggendo tra le righe dei libri degli altri, a poter risolvere il mistero della morte della studentessa.
La nostra storia gioca su alcuni libri scomparsi, di cui Tuva, per serietà professionale, non si dà pace, ma principalmente la fa pensare a un mistero anteriore, il che le farà vincere la sua ritrosia ai ritmi di una vita normale e la farà precipitare a Magonza dove appunto si scioglierà l’enigma.
Donna di grande cultura, segnata però da un trauma che le ha lasciato la balbuzie, lei fa forza sulle proprie idiosincrasie e difficoltà alla vita, e cerca di recuperare un ruolo attivo nel mondo.Ma la sua forza d’animo la porta anche a essere molto meno superficiale dei colleghi, spesso irridenti e banali anche difronte a una tragedia, a cominciare dalle chat di gruppo, e del resto neppure i compagni di scuola della ragazza sanno spesso andare al di là del bullismo.
Un romanzo che colpisce perchè da appunto spazio allo stile dello scrivere attraverso una narrazione ricca di tensione anche per l’efficacia delle parole adoperate,un’atmosfera di silenzi,frasi spesso più immaginate che dette,,insomma la ricerca più di farle individuare che di dirle…
Molto indovinato è anche creare protagonista un libro da cercare, cioè qui “personaggio” è appunto un volume ,ed essendo la nostra
investigatrice costretta ad esprimersi con molta fatica ecco che lei ricorre spesso alla scrittura anche per esprimersi.
E per lei più che mai la parola, il dialogo, la scrittura sono anche sinonimo di musicalità-
Detto che ogni capitolo cita brevi frasi che parlano di cani, il simbolo dell’istinto che ha notevole ruolo nella nostra storia, non resta che dire di un
libro intenso,coinvolgente, che fa riflettere sulla forza delle parole. E ben scritto, il che non guasta mai….
GIUSEPPE PREVITI

