” L’ARNICA DI BRUNO” DI LUCIA FOCARELLI BUGIANI- (EFFIGI)- 03-03-2026
3 Marzo 2026” RAGAZZO” di SACHA NASPINI- edizioni e/o- 11.03.2026
11 Marzo 2026Un giorno di maggio del 1969 una ragazza di 11 anni, Viola, smette di parlare. Nessuno, in famiglia, o nel piccolo borgo di Quattrostrade dove
vive con babbo e mamma,conoscono il perchè. Cosa le è accaduto ? La diagnosi è presto fatta, è impazzita! E anche la madre sembra accogliere questa
idea. Viola intuisce la trappola a cui può portare tutto questo ma pensa anche ai vantaggi che ne puo’ricavare e così accetta di correre quest0 rischio.
Il fatto è che lei ha visto un qualcosa che non vuole assolutamente rivelare e quindi si…immola al silenzio. Però più passa il tempo e più si accorge che le parole volano e non sono affidabili, così come non lo sono coloro che le pronunciano-.Viola nel frattempo cresce e..inghiotte di tutto, parole e sguardi, discorsi e emozioni, ormai non è più essenzìale per lei l’uso del discorrere, lei riesce a cogliere la verità anche nei silenzi.
Lei ascolta, tocca,assaggia, cresce , subisce anche a volte le insidie degli, anche se su lei spesso veglia Paolo un ragazzo della sua età, ma la sua speranza è che qualcuno alla fine intuisca la sua voce.
Una storia cupa, forte, che a una iniziale diffidenza fa poi sorgere la voglia di andare avanti sempre più incalzati e coinvolti, ma anche in qualche senso
turbati.
Viola è la protagonista di LATTE GUASTO di VALENTINA SANTINI, un giorno torna a casa senza parlare più. Ha 11 anni, e da quel momento non parlerà più con
nessuno.Cosa ha visto ?Cosa l’ha traumatizzata? La bambina e la madre si guardano, la mamma la fruga, la tocca, la spoglia come se il corpo potesse rispondere.La madre la fissa con insistenza come se potessero instaurare una sorta di discorso, ma è tutto inutile. Viola cerca di parlare con gli occhi
ma non si capiscono. Nè i suoi genitori riescono a capire cosa abbia provocato questa situazione.
Viola vive sempre più isolata, anche a scuola finiscono per considerarla una povera scema. Soltanto Paolo sembra vederla come la ragazza che è, e quindi è capace di ascoltarla pur se non parla. Gli unici momenti normali della sua esistenza sembrano appunto quelli passati con Paolo, sembrano quasi due innamorati!
Eppure Viola ha nella tante parole, ma nessuna riesce mai ad uscire, e così si trova a vivere una vita tutta chiusa in se stessa, le parole le sa ma non le escono, riempie pagine su pagine con una sola parola “Vivi”, ma che senso ha?
Lei vive davvero ? Lei è convinta di gridare il suo dolore, ma in effetti nessuno la può sentire nè riesce a interpretare i suoi occhi, neanche in famiglia
del resto riesce a entrare nel suo…emisfero, tragico è il personaggio della madre, che del resto è il suo contraltare, il padre resta sempre sullo
sfondo.E del resto il tempo passa,lei si fa sempre più grande, vivendo come tutti la propria quotidianità.
Eppure la sua vita potrebbe anche avere una svolta, con l’incontro con il professore e la moglie di lui, un’altra malata, e forse l’incontro di queste
due malattie danno ancora più forza alla narrazione.
Viola e la sua disperazione, che è talmente forte che la porta a respingere la vita delle relazioni, con tutto il pro e il contro delle stesse.Lei semplicemente dopo un qualcosa che ha visto ha rinunciato, se vogliamo all’ipocrisia di questo mondo, non ha certezze, ne va in cerca di illusioni,
si è rifugiata nel silenzio, anche se qualcosa in più di lei la possiamo capire dai suoi scritti. Personaggio complesso Viola, al si sopra dei suoi anni,
ci verrebbe da dire, ma certamente un bel personaggio
La storia non ha un lieto fin e e anche questo è un titolo di merito nell’arrivare a chiudere una storia drammatica, assai tetra, che nOn fa niente per
venirti incontro, e forse è proprio per questo che ti colpisce di più.E forse è proprio vero che per la legge dei contrasti non c’è maggior rumore di un
silenzio tanto profondo e risolutivo come quello di Viola.
GIUSEPPE PREVITI

