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25 Febbraio 2026Harry Sinton è un giovane editore che vive a Londra chiuso in casa perché è convinto di avere ucciso un uomo,uno scrittore da lui ben conosciuto.
Alle prese con un forte esaurimento nervoso e non ricordando assolutamente niente di come ha passato le giornate, anche per sapere cosa dire alla polizia se venisse cercato dalla stessa, sta tentando di ricostruire i suoi movimenti. Una storia che dovrà portarlo a riesumare tutto il suo passato e ad esaminare
le varie possibilità che la vita ancora gli offre.
Un romanzo inquietante, ma anche molto intrigante questo ” L’UOMO SENZA UN GIORNO” di ROY FULLER, un romanziere e poeta inglese , vissuto nel secolo scorso.
Vi si parla di un giovane e brillante editore, Harry Sinton, sicuro di avere ucciso un uomo, ma che non ricorda assolutamente nè cosa sia successo nè
come si sono svolti i fatti. Resta il fatto che lui resta convinto di essere il colpevole, ma poi si domanda anche se lo è effettivamente.
Colpito da un forte esaurimento nervoso, costretto a un tipo di vita che non sente più sua, ridotto com’è a una vita piena di dubbi e di paure. Cerca allora di uscire dal suo torpore e di ricostruire i fatti, anche per costruirsi un alibi se mai venisse accusato. Così tornerà a frequentare i circoli letterari, a ritrovare le vecchie amicizie e i familiari in un crescendo emotivo e psicologico che sembra travolgerlo sempre più.
Sinton è un personaggio che “cattura”il lettore immediatamente, “cacciatore e cacciato”a un tempo, questo è ben presto il dilemma che ci colpisce e ci
coinvolge sempre più. Lui cerca disperatamente un alibi,ma cerca anche di capire veramente chi lui sia e questo lo porterà a confrontarsi con le persone
che lui ama di più, oltre che con se stesso.
La ragazza che lui è convinto di amare, pur se sa di averla trascurata e anche per questo si macera sempre di più. Poi il fratello, ma anche vari altri personaggi che lui ha incontrato nella sua vita, sia nei circoli letterari che nella normale attività londinese. Ma questo immergersi nella vita precedente,pur se gli mancano molti tasselli, gi fa correre sempre il rischio di farsi travolgere dal succedersi degli eventi, ma anche dai ricordi e dai rimorsi.Vedi il rimorso della relazione, o meglio della mancata relazione con Fay Lavington, oppure il ricordo struggente del padre, con quell’oseesssivo attaccamento alla vita che ne aveva preceduta la fine.
Fuller conferma la sua abilità nel costruire romanzi che hanno una patina di alta cultura, e come anche già rilevato in “Dietro le quinte” si può parlare di “romanzo letterario”. Comunque si tratta di un ottimo noir, con un colpevole che si flagella in continuazione,alla disperata ricerca di se stesso, oltre che della “verità oggettiva.”
Roy Fuller,ormai scomparso da anni,poeta, romanziere, ma anche impegnato nella vita, civile e pubblica, quale avvocato e membro del parlamento, dimostra. come del resto nell’altro suo romanzo, il già citato “Dietro le quinte”, di essere in possesso di una rigorosa tecnica nella scrittura, grazie a una prosa
elegante anche nel riportare i fatti, ma anche giustamente concisa, tesa e capace di fondere l’azione e il mistero. Ma anche capace di mantenere sempre viva la tensione narrativa, e da rilevare anche il mai venire meno di un’aria tra il disincantato e il trasognato del protagonista.
L’abilità di Fuller è di farci entrare in un ambiente letterario o bohemien, o quanto meno farcelo osservare, nessuno è un personaggio che eccelle, tutti hanno i loro limiti,e ci vengono palesati senza indulgenza alcuna. Ci mostra scrittori, editori, critici, una strana consorteria dove Harry a volte sembra
quasi un pesce fuor d’acqua.E anche in questi chiaroscuri l’autore non ricorre mai a forzature. Ma forse il dramma vero è quello della famiglia Sinton
Un romanzo certamente psicologico, ma che sa farci anche vivere i toni del thriller. non per niente molti hanno pensato anche a un altro grande creatore di
tensioni, tale Alfred Hitchcock.
GIUSEPPE PREVITI

