” GIALLO VIOLA” DI STEFANO PRIZIO- ALI RIBELLI- 02-06-2026
2 Giugno 2026” I DUBBI DI ALVISE SCUTARO”-(Una nuova indagine di Nicodemo Gatti)- Romanzo di ETTORE NERI -GIOVANE HOLDEN-15.06.2026
15 Giugno 2026Un brigantino proveniente da Costantinopoli naufraga sule coste adriatiche in una cittadina dove convivono due piccole comunità, una genovese e una veneziana.
Sul battello infuria la peste, e nel mentre si scatena un violento temporale , lo stesso naufragherà su una isoletta con il suo carico di topi impazziti dalla paura e si spargerà anche un carico di cobalto, una polvere blu destinata alla Boemia.
E così mentre le acque del golfo si colorano di azzurro,prendono vita progetti e lotte per impossessarsi del carico, mentre nel borgo si danno la
caccia spie genovesi e veneziane.
Siamo ai tempi di Ferdinando IV di Borbone,anno 1778,quando avviene LA vicenda che STEFANO SALMORIA racconta in “OCCHI SCURI CHE LUNGAMENTE
MI GUARDANO”, una storia drammatica, o meglio una “spy-story”, se vogliamo rendere omaggio a un genere che va di moda e che il nostro autore
ha avuto l’intuizione di ambientarlo in tempi assai lontani, usando come protagonisti ” spie e baroni,ammiragli e madame,contadini e maestri
circensi” nonché…topi in profusione.
Questo romanzo rientra quindi in quel genere che predilige storia e mistero, qui con ampia concessione alle trame ricche di spie, partendo da
un brigantino salpato da Costantinopoli, e finito sulle coste adriatiche dove è naufragato, accendendo appunto una forte contesa tra le spie
degli opposti campi, Genova e Venezia,interessate al carico e a come impossessarsene.
Simile ai lati di un triangolo rettangolo, con due lati che si chiamano cateti, mentre il lato più lungo è l’ipotenusa. L’autore fa via via
entrare in scena i vari personaggi, il primo lato (o cateto) è rappresentato da Giovanni Canepa, una spia genevese, da lungo tempo relegato in
questa costa senza compiti partcolari e che tra spunto dal carico di polveri per informare le autorità da cui dipende del fatto e del subitaneo
interessamento dei veneziani che vogliono portare via il carico, trasportandolo nella loro città.
Canepa riceverà la visita di uno strano figuro, Zimma, il circense di origine siciliana,ed insieme, progetteranno la distruzione del carico
anche se poi le cose andranno in maniera diversa da quanto progettato dai due improvvisati compari. Ci sarà una violenta esplosione morrà una ragazza, un veneziano dabbene che tentava di salvarla ,resterà ferito e per lungo tempo senza memoria.
Verrà affidato alle cure di una nobildonna che ne curerà il ritorno alla normalità, mentre su tutto sovrintenderà l’Ammiraglio Segado della Nobiissima Repubblica Veneziana chiamato sul posto per decidere pene per i colpevoli e giustizia a chi è dovuta.
Piano piano la storia, con ampi squarci anche sulla gioventù dei protagonisti, si dipanerà, certo anche con esiti tragici per i colpevoli,e d’altra parte il compito degli inquirenti accorsi nel piccolo borgo prevedeva questo.
STEFANO SALMORIA costruisce una storia che probabilmente non ha tempi, il destino delle spie,potremmo dire è segnato dalla…vocazione che li ha portati a scegliere a questo mestiere , ammesso che lo si scelga…
Su tutto spicca la figura possente e tragica di Giovanni Canepa, uno “spettro”perso nei suoi ricordi di una vita sbagliata, messi da lui tutti
per iscritto,un diario conservato foglio per foglio, la storia di una vita. Ma poi quella sera, quell’incendio, quella morta, ora bruscamente era
tornato alla vita e anche a pensare al castigo che lo aspettava e che sentiva di meritare.
Castigo che venne a dispetto di una certa pena che faceva agli altri e gli aveva meritato l’esilio anzichè’la decapitazione, castigo naturale
sotto forma di febbre da tifo.
E rimanderebbe all’interrogativo sulla ineluttabilità della pena…..
Una sterminata biblioteca di ricordi a completare questo quadro(secondo cateto?) e portare a una soluzione.
GIUSEPPE PREVITI

