” COMMISSARIO BOCCADORO”- CRIMINI SEGRETI- DI ARMANDO D’AMARO- “GIALLO ITALIA”-FRATELLI FRILLI EDITORI -04-02-2026
4 Febbraio 2026” TANTO GENTILE TANTO ONESTA PARE” LA DONNA NEL MEDIOEVO- DI MARCO VOZZOLO (ALI RIBELLI)-11-02-26
11 Febbraio 2026A Roma anno 1902, un giovane medico, Salvatore Ottolenghi, va a visitare la direzione generale della Pubblica Sicurezza, e qui gli riuscirà di convincere
in pochi minuti il ministro Giolitti a creare una scuola di polizia scientifica. Ottolenghi era un giovane di origine ebrea, nato ad Asti, allievo di Cesare Lombroso La sua volontà era di creare una polizia al servizio della giustizia e così fa nascere una disciplina fondata sulla scienza. E nascono di conseguenza il cartellino segnaletico, la carta d’identità, oltre che un servizio di cooperazione di livello internazionale tra le varie polizie nazionali.
Sotto la guida dell’Ottolenghi verranno così formati i detective che si faranno onore nella storia dell’attività di indagine nel nostro Paese, affrontando
i casi più spinosi presentatisi via via.
Ecco quindi una biografia che vuole rendere omaggio all’uomo che ha mutato il volto delle indagini, portando oltre tutto il nostro Paese all’avanguardia nella scienza forense.
Una lunga storia che presumiamo inizi con il Risorgimento, attraversando il tempo del fascismo,e lasciando una grande eredità e un segnale nel tempo.Oggi il progresso sembra non conoscere confini, addirittura si parla di intelligenza artificiale.
Ma in verità il progresso, la conoscenza non conoscono oggi rallentamenti, contraddistinti come sono da una evoluzione continua’ e del resto tutto questo
fa parte della storia dell’umanità. Ottolenghi e in suoi collaboratori riusciranno ad andare avanti spinti dal progresso che è insito nella natura umana, e
loro ne hanno colto i segni,messi poi al servizio din una professionalità sempre migliore e più giusta.
E quale migliore narratore ci poteva essere del generale dei carabinieri ROBERTO RICCARDI, biografo,giornalista, scrittore di eccellente livello,cimentatosi oltre tutto in vari generi, passando appunto dalla biografia alla narrativa, alla poesia, al poliziesco.
Ora ci fa conoscere nel suo ultimo libro SALVATORE OTTOLENGHI, L’INVENTORE DELLA POLIZIA SCIENTIFICA, che definirlo un saggio può anche essere riduttivo,
diciamo che questo è un romanzo in cui si racconta la storia di una vita, quella di un medico ebreo nato ad Asti, studente a Torino e docente universitario a Siena.Fattosi potremmo dire da se, grazie alle sue capacità e al suo approccio scientifico.
Ma cosa è la polizia scientifica ? La polizia ha la sua storia, legata al quotidiano, in quanto impegnata a difesa della collettività tutti i giorni per
combattere la criminalità e i fatti criminosi che non conoscono pause. Secondo l’Ottolenghi se gli eserciti sono sempre pronti e all’uopo addestrati per
affrontare possibili guerre, la polizia non si è mai preparata alla lotta al crimine e ai criminali seguendo una rigorosa procedura scientifica.
ROBERTO RICCARDI è dovuto così entrare nella vita di un uomo, naturalmente partendo dall’epoca in cui è vissuto, ma anche considerando che Ottolenghi è
voluto passare da una preparazione diciamo artigianale a una preparazione basata sullo studio, sulle prove tecniche e scientifiche, sulla sperimen-
tazione
L’azione dell’Ottolenghi è ancora più meritoria considerate le varie fasi vissute nei primi trent’anni del nostro Paese, ma non solo in Italia l’atmosfera
è “ribollente”, in Francia è scoppiato il caso Dreyfus, condannato in base a un odio razziale più che su prove inconfutabili, e si potrebbero enumerare
anche altri casi un po’in tutto il pianeta.
Ottolenghi vide la soluzione nell’applicazione della tecnologia, che avrebbe reso il lavoro degli investigatori sempre più oggettivo e trasparente.E un esempio tragico ma illuminante fu l’uccisione di Matteotti negli anni Venti,questo nonostante gli ordini e i desiderata che venivano dall’alto non fu possibile nascondere la verità.
Ma vari sono gli episodi di cronaca nera in cui fu determinante l’intervento della “Squadra-Ottolenghi”. Dalla storia di Girolim0ni a quella dello Smemo-
rato di Collegno e a tanti altri episodi saliti alla ribalta delle cronache. Uno dei maggiori riconoscimenti il Nostro lo ebbe nel 1925, quando il capo
della polizia di New York disse che si doveva seguire l’esempio dell’Italia sul metodo da seguire nelle indagini.
E altro successo fu il riconoscimento universale della validità delle impronte digitali.
Questo libro di Riccardi ci fa quindi scoprire l’inventore della Polizia Scientifica ricostruendone anche il suo procedere nel tempo. Siamo addirittura nel
1902 quando teneva dei corsi a Roma, a Regina Coeli, addirittura tenne dei corsi anche per i carcerati, che avevavn0 diritto a essere trattati al pari degli operatori di giustizia e degli altri cittadini.Ma in particolare la sua opera va ricordata perché si battè sempre per l’applicazione di metodi sempre più moderni e più efficienti. Del resto tutto questo porterà alla nascita di un’Italia moderna, e questo grazie anche a una polizia resa migliore.E del resto anche all ‘estero fu molto apprezzato e i suoi metodi furono adottati ovunque.
A Riccardi anche il merito di aver fatto conoscere anche ai tempi nostri investigativo che dava l’opera di un riformista che introdusse nell’apparato giudiziario un metodo che si basava massimamente sulla “Prova”:
Si era laureato a Torino a 23 anni, poi divenne docente a Siena, presto famoso e , cosa notevole, molto apprezzato per la serietà dei suoi metodi e
per le finalità che voleva perseguire.
Pregio dell’autore è di avere scritto un libro “facile”, nel senso che si legge volentieri perché molto scorrevole e perché fa vedere che ogni esistenza
se dedicata a qualcosa di giusto ha un suo interesse ed è anche giusto farla conoscere. Ovviamente , lui ebreo, forse ebbe la fortuna di non conoscere il§
peggio di quei tempi, morì nel 1934, la famiglia nel 1938 riparò in Argentina.
Una annotazione da fare è che Riccardi, da buon giallista, non poteva esimersi da fare un riferimento letterario ad alcuni celebri investigatori resi famosi appunto dall’essere dei grandi protagonisti dell’immaginario collettivo, uno per tutti Sherlock Holmes, “nato” più o meno ai tempi del nostro
protagonista. Uno Sherlock Holmes famoso per l’applicazione del metodo deduttivo nella conduzione dell’indagine e la ricerca sempre di una prova scientifica.
Importante in conclusione questa riproposizione di un funzionario dello Stato che propugnava un metodo di indagine più giusto in Italia , ma in generale
in lui la capacità di aver cambiato per sempre il metodo di fare indagini e di essere stato apprezzato e seguito in tutto il mondo.
GIUSEPPE PREVITI

