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16 Febbraio 2026Sul Medio Evo circolano molte leggende, una che sia stato un secolo buio,ma sarà poi vero? Molto probabile che lo sia stato per le donne che lo hanno vis-
suto, ma lo andrebbe chiesto a loro che lo hanno veramente vissuto. Marco Vozzolo si occupa in queto romanzo di tante donne, molte delle quali si sono ad-
dirittura meritate un posto nella storia.
L’autore racconta di molte di loro, osservando anche che ce ne erano di molte più note,ma proprio per questo non le ha menzionate, preferendo parlare di quelle assai meno conosciute. A questo è arrivato attraverso un lungo lavoro di ricerca negli archivi, sfogliando vecchi testi polverosi o ammuffiti nel tempo. Certo un lavoro duro, ma anche emozionante, via via che venivano alla luce guerre, assedi,rapimenti,battaglie,omicidi, paure e comportamenticoraggiosi.E c’era sovente la soddisfazione di aver trovato tra le carte la possibilità di scoprire segreti ormai smarriti nei secoli….
E certe emozioni,certe scoperte sono venute fuor durante una notte trascorsa forzatamente sotto i portici di un castello , non
avendo trovato un alloggio dove dormire.E tutte queste storie raccolte qua e la testimoniano come ci si possa ribellare alle imposizioni e alle malvagità,
e questo può valere per uomini e donne.
Uomini e donne coraggiosi,uomini e donne illuminati, che hanno saputo farsi valere anche nel Medio Evo,in cui era facile allontanarsi dal percorso comune, e questo valeva sia per gli uomini che per le donne, per le quali oltretutto la vita non era facile a quei tempi.Va aggiunto che le varie epoche hanno in
comune certe usanze,ad esempio anche allora, pur se non c’era… Sanremo,il popolo aveva i suoi cantanti preferiti.
Nel Medio Evo certamente non vi era parità tra uomini e donne,queste erano purtroppo sottomesse al volere degli uomini, che avevano il diritto sulla donna e i suoi beni.Ma è anche vero che le donne non mancavano di pretendere la propria parte di eredità.
In questo romanzo-saggio sulla donna nel Medio Evo, raccontato da Marco Vozzolo, scrittore e storico si indaga su un’epoca abbastanza sconosciuta.In
TANTO GENTILE E TANTO ONESTA PARE LA DONNNA DEL MEDIOEVO si racconta la storia di dodici donne vissute nell'”Era di mezzo”, coinvolgendo il lettore in un
succedersi di conoscenze, eventi, emozzioni,paure, ribellioni.
La donna di quel tempo chi era mai? Un esssere superiore? Un essere inferiore assoggettato all’uomo? Un essere sempre colpevole ?VOZZOLO compie un viaggio all’interno del pianeta donna, ma evita di parlare di quelle più note.Non si parla infatti di una Giovanna d’Arco o di una Santa Caterina da Siena, ci fa piuttosto conoscere donne poco celebri, su cui però si poteva dire qualcosa di nuovo.
Ed ecco quindi una serie di donne, a noi per lo più sconosciute, ma capaci di difendere i propri averi,sopravvivere e, talvolta alla grande,alla morte dei
mariti, assumendo anche importanti decisioni politiche, e anche essere superiori ai pregiudizi tipici di quell’epoca nei loro confronti.
Molti gli episodi riportati,tra azioni,censure,passioni, e quindi ecco la dimostrazione di chi erano le donne prescelte, tra cui ad esempio spicca Matilde di Canossa, in mezzo ad altre per lo più sconosciute, ma capaci comunque di grandi imprese, vedi Rengarda, sposa del Duca di Gaeta, e protagonista di assassinii, trame e guerre.
Tante le storie che Marco ci racconta, ad esempio quello della prima ginecologa conosciuta nella storia,Trotula, con le sue “vedute” sulla cura e l’igiene del corpo femminile, o ancora, la gioia del ricercatore, quando il nostro autore ,ricercando delle carte che parlavano di una certa Madonna Puc-
cina , questa si rivelerà una sorta di “Santa Chiara pistoiese”. Una statua senza nome vista in una chiesa edificata quando quella donna aveva donato tutte le sue ricchezze per la costruzione di un Monastero intitolato alle monache di Santa Chiara.E quel complesso oggi è conosciuto a Pistoia come la chiesa di San Benedetto.Qui appunto era stata eretta una statua a ricordo e onore di Puccina la badessa, ma il tempo aveva cancellato il volto della statua . E così ecco la soddisfazione del ricercatore di aver dato un nome alla “statua senza volto”.
Beh, un grazie a Marco Vozzolo !Per averci “offerto”quest0 viaggio nel Medio Evo, con tante storie che ci hanno appaassionato, e ,vedrete, vi appas-
sioneranno.
GIUSEPPE PREVITI
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